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    August 07

    La scomparsa di un'amica


    "Se volessimo trovare il modo in cui l’Uomo rappresenta graficamente la Vita a livello più basilare dovremmo tornare indietro nel tempo alle più antiche culture indoeuropee o dell’america precolombiana. Forse i più si stupiranno nel non trovare raffigurato il Sole o la Luna, il mare o la terra, ma il simbolo di un’ape.
    A quanto pare gli antichi sono stati molto più osservatori della natura di noi, che deleghiamo questo compito a biologi o etologi, nel trovare qual è l’essenza della vita sulla Terra; un piccolo insetto.
    L’ape, una creatura che si è evoluta insieme alle piante nei milioni di anni passati in simbiosi, quasi si potrebbe definire un tutt’uno con la flora. Il suo compito sembra semplice: andare di fiore in fiore a impollinare le piante per ricevere in cambio il dolce nettare con cui fabbricherà il miele per l’inverno.
    Se l’ape sparisce i fiori non vengono impollinati, e quindi sembra lapalissiano dire che il frutto non nascerà mai. Le conseguenze: l’Uomo non avrà più di che cibarsi.
    Dal 2004 sta facendosi largo da Israele una malattia delle api che anche i media sembrano voler nascondere al grande pubblico: La Ccd, ovvero la sindrome dello spopolamento degli alveari. Improvvisamente e senza un perchè apparente le api abbandonano in massa l’alveare per disperdersi e lasciarsi morire in un raggio di 3-4 km. Si calcola che ad oggi sia stato perduto oltre l’80% del patrimonio apistico statunitense e più del 50% degli alveari europei. In Italia la mancata impollinazione delle piante da frutto e da ortaggi ha causato una perdita di 250 milioni di euro solo nel 2007 e il costante rincaro degli ortaggi e della frutta.
    Fa terrore il disinteresse che i politici attribuiscono a questo fatto, forse pensano che siccome i fiori non vengono impollinati ci ciberemo di fiori di zucca impastellati.
     
    L’America ha provato a sostituire le proprie api ammalate con nuovi alveari importati dall’Australia, ma ultimamente si è scoperto che le api Australiane sono ancor più predisposte ad ammalarsi.
    La docile e laboriosa ape della specie “Europea” sembra non poter gestire questo flagello. L’unica soluzione sembra dover incrociare geneticamente la iper-aggressiva ape africana, che sembra avere un’immunità al morbo, con l’europea. Ma qui chi ha vaghi ricordi di cronaca avrebbe da ribattere:”Già è stato fatto”; ed è così. L’incrocio tra l’ape africana e quella europea ha dato vita alla cosidetta Ape-Killer, che infesta ancora il Messico ed il sud degli Stati Uniti, dove la popolazione in certi periodi dell’anno è costretta a sigillarsi in casa per evitare le punture di questo insetto.
     
    Ma cosa è la Ccd? Molti esperti danno la responsabilità della sua presenza alle onde elettromagnetiche dei cellulari, altri ad un acaro, il Varroa destructor; altri ancora ad un fungo o agli organismi geneticamente modificati, ai cambiamenti climatici o allo spostamento dell’asse terrestre. Ma l’ipotesi più accreditata sembra restringere il cerchio sui pesticidi. Questi composti chimici che vengono cosparsi sulle piante (e sui fiori) delle piantagioni, servono ad eliminare gli insetti parassiti. Pochi sanno che queste sostanze hanno una forte presenza di neurotossine, quelle che gli esperti chiamano Organofosfati; le stesse identiche tossine che la I.G. Farben produceva per il governo Nazista sotto forma di gas nervino per l’eliminazione degli Ebrei.
    Le fonti ufficiali assicurano che parte di queste neurotossine usate per i pesticidi si dissolvano nell’aria per effetto del Sole, ma gli effetti sull’Uomo, anche tramite una moderata assimilazione, a lungo termine sono facilmente deducibili. Per le api lo sono ancor di più: l’ape succhia il nettare insieme alla neurotossina, il sistema digestivo inizia a bloccarsi e dopo pochi giorni muore. Il motivo per cui abbandona l’alveare è da ricercare nell’istinto dell’arnia. Quando un’ape si sente male istintivamente abbandona l’alveare per evitare che le altre api vengano contagiate dalla propria malattia, questo fenomeno si riscontra soprattutto quando l’alveare è affetto da peste americana: l’arnia inizia ad emanare un pungente odore malsano, le api ammalate si allontanano per sempre e le sane buttano fuori i cadaveri come i monatti di manzoniana memoria. Quando finisce la crisi, le poche api rimaste ripopolano insieme alla regina la grande famiglia, e nel giro di un anno o due l’arnia torna ai grandi numeri. Nel caso della Ccd tutte le api, anche nel giro di una notte, abbandonano l’alveare lasciando la sola regina. Inspiegabilmente, dopo giorni neanche i parassiti o le formiche osano recuperare il miele dell’arnia spopolata.
    Le stime assicurano che se non verranno presi provvedimenti entro pochi decenni l’ape europea si estinguerà. Cosa farà l’umanità? Si occuperà da sola di impollinare tutte le piante del mondo?
    In Cina già succede.
    Da pochi anni il nord della Cina ha perduto l’intero patrimonio apistico per effetto della larga campagna a favore dei pesticidi iniziata negli anni ’80 dello scorso secolo. La regione, rinomata per la coltivazione delle pere, ha sùbito un netto tracollo. I pochissimi coltivatori rimasti hanno deciso di rimboccarsi le maniche: ad Aprile raccolgono la parte maschile di ogni fiore, lo stame. Lo polverizzano, lo essicano, poi con un ramoscello su cui sono legate delle penne di gallina iniziano a cospargere ogni singolo fiore di polline. Riescono a fecondare massimo 30 alberi al giorno, e i più giovani sono già stanchi di questa “ottimistica pazzia” e si sono trasferiti nelle metropoli in cerca di lavoro.
    La situazione è piuttosto critica e tende ad aggravarsi, i problemi sul riscaldamento globale e sull’inquinamento atmosferico dovranno essere accantonati per dare priorità a questa difficoltà che minaccia di portare anche da noi la “fame nel mondo”. Altrimenti dovremmo sperare che l’ingegno italico partorirà un nuovo mestiere: L’impollinatore."

    Comments (3)

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    Veronicawrote:
    -.-" sei un caso disperato...
    Aug. 13
    La prossima volta che ucciderò un ragno lo mangerò così non interrompo nessuna catena alimentare.
    E poi prendi poco per il culo miss vedova nera, la mia paura dei ragni l'ho bella che superata io...
    AAAAAAAAAAH! COS'E' QUELLO??????????????? AAAAH! AIUTO! AIUTO! AIUTOooooo! MICIAAAA! CHARGééééé!!!!
    Aug. 8
    Veronicawrote:
    Mole perché non scrivi un articolo sui ragnetti ?? Sono così carini e anche loro sono molto utili !!!
    tantissime persone appena vedono un ragno lo uccidono senza rendersi conto che così facendo si interrompe inutilmente una catena alimentare e in più si facilita la diffusione di insetti e parassiti dannosi per l'agricoltura con tutte le conseguenze che ne derivano. Probabilmente è anche per questo che si dice siano portatori di fortuna e ricchezza...  e poi in Italia c'è solo una specie potenzialmente pericolosa per la vita umana : è la VEDOVA NERA !!!!!
    Aug. 8

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