Umberto's profile-----> SHOTTLE BOP <---...PhotosBlogLists Tools Help

-----> SHOTTLE BOP <-----

Roberto che ride se gli giuro che lo voglio sposare
.

Umberto Scimmietti

Occupation
Location
Interests
'Na Burina co la schiacciata de olive pe 'sto bel Ragazzone. Ce 'o voi er Checiap?
Photo 1 of 15

HTML

che te tocchi? pussa via a zozzo!
SHOTTLE BOP
Che te tocchi!? pussa via!

August 07

La scomparsa di un'amica


"Se volessimo trovare il modo in cui l’Uomo rappresenta graficamente la Vita a livello più basilare dovremmo tornare indietro nel tempo alle più antiche culture indoeuropee o dell’america precolombiana. Forse i più si stupiranno nel non trovare raffigurato il Sole o la Luna, il mare o la terra, ma il simbolo di un’ape.
A quanto pare gli antichi sono stati molto più osservatori della natura di noi, che deleghiamo questo compito a biologi o etologi, nel trovare qual è l’essenza della vita sulla Terra; un piccolo insetto.
L’ape, una creatura che si è evoluta insieme alle piante nei milioni di anni passati in simbiosi, quasi si potrebbe definire un tutt’uno con la flora. Il suo compito sembra semplice: andare di fiore in fiore a impollinare le piante per ricevere in cambio il dolce nettare con cui fabbricherà il miele per l’inverno.
Se l’ape sparisce i fiori non vengono impollinati, e quindi sembra lapalissiano dire che il frutto non nascerà mai. Le conseguenze: l’Uomo non avrà più di che cibarsi.
Dal 2004 sta facendosi largo da Israele una malattia delle api che anche i media sembrano voler nascondere al grande pubblico: La Ccd, ovvero la sindrome dello spopolamento degli alveari. Improvvisamente e senza un perchè apparente le api abbandonano in massa l’alveare per disperdersi e lasciarsi morire in un raggio di 3-4 km. Si calcola che ad oggi sia stato perduto oltre l’80% del patrimonio apistico statunitense e più del 50% degli alveari europei. In Italia la mancata impollinazione delle piante da frutto e da ortaggi ha causato una perdita di 250 milioni di euro solo nel 2007 e il costante rincaro degli ortaggi e della frutta.
Fa terrore il disinteresse che i politici attribuiscono a questo fatto, forse pensano che siccome i fiori non vengono impollinati ci ciberemo di fiori di zucca impastellati.
 
L’America ha provato a sostituire le proprie api ammalate con nuovi alveari importati dall’Australia, ma ultimamente si è scoperto che le api Australiane sono ancor più predisposte ad ammalarsi.
La docile e laboriosa ape della specie “Europea” sembra non poter gestire questo flagello. L’unica soluzione sembra dover incrociare geneticamente la iper-aggressiva ape africana, che sembra avere un’immunità al morbo, con l’europea. Ma qui chi ha vaghi ricordi di cronaca avrebbe da ribattere:”Già è stato fatto”; ed è così. L’incrocio tra l’ape africana e quella europea ha dato vita alla cosidetta Ape-Killer, che infesta ancora il Messico ed il sud degli Stati Uniti, dove la popolazione in certi periodi dell’anno è costretta a sigillarsi in casa per evitare le punture di questo insetto.
 
Ma cosa è la Ccd? Molti esperti danno la responsabilità della sua presenza alle onde elettromagnetiche dei cellulari, altri ad un acaro, il Varroa destructor; altri ancora ad un fungo o agli organismi geneticamente modificati, ai cambiamenti climatici o allo spostamento dell’asse terrestre. Ma l’ipotesi più accreditata sembra restringere il cerchio sui pesticidi. Questi composti chimici che vengono cosparsi sulle piante (e sui fiori) delle piantagioni, servono ad eliminare gli insetti parassiti. Pochi sanno che queste sostanze hanno una forte presenza di neurotossine, quelle che gli esperti chiamano Organofosfati; le stesse identiche tossine che la I.G. Farben produceva per il governo Nazista sotto forma di gas nervino per l’eliminazione degli Ebrei.
Le fonti ufficiali assicurano che parte di queste neurotossine usate per i pesticidi si dissolvano nell’aria per effetto del Sole, ma gli effetti sull’Uomo, anche tramite una moderata assimilazione, a lungo termine sono facilmente deducibili. Per le api lo sono ancor di più: l’ape succhia il nettare insieme alla neurotossina, il sistema digestivo inizia a bloccarsi e dopo pochi giorni muore. Il motivo per cui abbandona l’alveare è da ricercare nell’istinto dell’arnia. Quando un’ape si sente male istintivamente abbandona l’alveare per evitare che le altre api vengano contagiate dalla propria malattia, questo fenomeno si riscontra soprattutto quando l’alveare è affetto da peste americana: l’arnia inizia ad emanare un pungente odore malsano, le api ammalate si allontanano per sempre e le sane buttano fuori i cadaveri come i monatti di manzoniana memoria. Quando finisce la crisi, le poche api rimaste ripopolano insieme alla regina la grande famiglia, e nel giro di un anno o due l’arnia torna ai grandi numeri. Nel caso della Ccd tutte le api, anche nel giro di una notte, abbandonano l’alveare lasciando la sola regina. Inspiegabilmente, dopo giorni neanche i parassiti o le formiche osano recuperare il miele dell’arnia spopolata.
Le stime assicurano che se non verranno presi provvedimenti entro pochi decenni l’ape europea si estinguerà. Cosa farà l’umanità? Si occuperà da sola di impollinare tutte le piante del mondo?
In Cina già succede.
Da pochi anni il nord della Cina ha perduto l’intero patrimonio apistico per effetto della larga campagna a favore dei pesticidi iniziata negli anni ’80 dello scorso secolo. La regione, rinomata per la coltivazione delle pere, ha sùbito un netto tracollo. I pochissimi coltivatori rimasti hanno deciso di rimboccarsi le maniche: ad Aprile raccolgono la parte maschile di ogni fiore, lo stame. Lo polverizzano, lo essicano, poi con un ramoscello su cui sono legate delle penne di gallina iniziano a cospargere ogni singolo fiore di polline. Riescono a fecondare massimo 30 alberi al giorno, e i più giovani sono già stanchi di questa “ottimistica pazzia” e si sono trasferiti nelle metropoli in cerca di lavoro.
La situazione è piuttosto critica e tende ad aggravarsi, i problemi sul riscaldamento globale e sull’inquinamento atmosferico dovranno essere accantonati per dare priorità a questa difficoltà che minaccia di portare anche da noi la “fame nel mondo”. Altrimenti dovremmo sperare che l’ingegno italico partorirà un nuovo mestiere: L’impollinatore."

July 24

Sera d'Estate

Roma alle dieci di sera. La calca nella piazza sotto le folate di luce dei proiettori pare che s'alzi e s'abbassi e quasi respiri come fa il mare quando sul sole volano le nubi.
Sotto di noi la folla ha ancora corpi, voci, volti, gesti definiti, e gorghi e rigiri a ogni gruppo dietro una bandiera o un cartello, tenta di incunearsi nel folto e d'un tratto ha da fermarsi perchè chi c'è fa muraglia; ma sotto i pini, laggiù, nei Fori Imperiali, la ressa veduta di scorcio è tanto immobile e compatta che solo le teste appaiono senza le spalle, accostate come i ciottoli di un acciottolato. Sui ripiani del Milite Ignoto questo pavimeto si fa più regolare, una fila dopo l'altra: sono gli elmetti delle truppe allineate, arma per arma. Sul Campidoglio tutto è simbolo, e stasera tutti i simboli sono limpidi. Più tempo passa, più questa elettricità ci penetra tutti. Non ci inebria, anzi, ci illumina e aguzza la mente, così che non solo il presente ma anche l'avvenire ci sembra chiaro come il passato. Talvolta il fascio di una fotoelettrica s'innalza verticale, fruga il firmamento in cerca di non si sa quale stella, e i volti s'alzano a fissare l'infinito come per decifrare, sul nero della notte, in cima a quell'asta un presagio. Nell'alzarsi di mille e mille facce insieme, la calca si schiarisce d'un tratto, in roseo. La moltitudine tiene gli occhi puntati sul poggiolo col drappo rosso, così intensamente che sembrerebbe qualcuno dovesse uscirne per incanto, attratto da una volontà, una volta tanto, più forte della sua. Un grido comincia ad aleggiare dall'orlo di quel mare, come se i più lontani tentassero di avvicinarsi con la voce non potendo avvicinarsi con la persona. Subito il grido si propaga a ritmo incalzante, martella la piazza, placa la brama, prova la smania di respirare, sperare, credere, amare, odiare, agire, insieme. D'essere non centomila, ma uno solo, forte come centomila.
Tre squilli di tromba.
Ecco Lui, ritto, immobile, la faccia quadra, le mani strette sul marmo del parapetto. Par che lo sostenga, non che vi si appoggi. Quando è uscito? Quando è apparso? Sembra che sia stato sempre lì, che quelle larghe spalle siano sempre state al centro dell'alta finestra, di marmo, come gli stipiti, come il davanzale.
A vederlo vivo, reale, la folla rimane attonita; poi gridi e applausi esplodono, rimbombano da una mole all'altra, riempiendo d'echi l'aria, così che ad aprir bocca si respira clamore, si spira clamore. Con la voce, con le braccia, coi fazzoletti, tutti sulla punta dei piedi cercano d'innalzarsi verso lui, di distinguersi; e se per un istante ristanno, sorridono felici quasi pensando:"M'ha udito, m'ha veduto".
Per quanto ha fissato quel popolo proteso? Per quanto s'è egli goduto il frangersi di quelle onde sul grande petto? Ha corrugato la fronte, ha gettato indietro il capo come a staccarsi dal fascino, ha alzato la destra. E' il saluto; ma alla folla sembra un invito a procedere avanti nel mondo, nella vita del mondo, liberamente, coi ranghi serrati così, perchè la strada è ormai aperta. Il clamore ricomincia a scrosciare più di prima.
Con la palma fa segno di cessare, di tacere. Poi sorride col suo largo sorriso. Soltanto allora, a quel segno di amorevole affetto, come paga di aver sforzato il gran volto chiuso, la moltitudine tace.
"Ufficiali, sottoufficiali, gregari...". Sillaba le parole accompagnando anche le sdrucciole fino all'ultima vocale, pacato e sicuro. I fiati, come si dice nel canto, al loro posto, tanto bene che la voce netta e squillante, col salire e discendere e sostare a tempo, senza una mancanza, dà alle parole lapidarie una certezza viva, di salute. Ogni parola è come un passo avanti, cadenzato. "L'Italia ha finalmente il suo Impero".
L'attenzione della folla è tanto concorde e profonda che il clamore scoppia sempre un istante dopo un suo annuncio; come se chi ascoltasse faccia uno sforzo per uscire dall'incanto e rispondere. Lui ha già ricominciato a parlare, e l'applauso lo obbliga ad interrompersi. Si passa una mano sulle labbra, fa ancora segno di tacere, un segno bonario con cui si direbbe che avverta: Aspettate, perchè v'è di meglio.
Talvolta sembra che egli ci legga nel cuore, formuli quello che noi sentiamo, muti il palpito in parola, la parola di comando. Ed ecco egli stesso ci annuncia la riapparizione dell'Impero sui colli fatali di Roma.
"Ne sarete voi degni?" domanda.
"SI!" Risponde la folla.
Ed eccolo ad ammonire:"Questo grido è un giuramento sacro che vi impegna d'innanzi a Dio"
Un'altro grido gli risponde come a dire che, si, Dio è già nel cuore di tutti. La piazza in quel momento sotto la gran cupola del cielo assomiglia ad un tempio.
 
 
May 25

Possibilità Ironiche

Questa forse è la volta buona, pensò il povero Timothy fissando il piatto ancora vuoto davanti a sè.
Ma non voglio accelerare con la fantasia, bisogna stare con i piedi per terra, ma questa forse è la volta buona. Sorrise sotto i baffi senza farsi accorgere.
"A che pensi?"
Se n'è accorta. Ecco la solita domanda...bisogna raccontarle qualche aneddoto che mi ha fatto sorridere in passato.
"L'ultima volta che ho mangiato qui mi sono abbuffato di cozze, uscendo mi sono attaccato ad uno scoglio per solidarietà"
Lei lo fissò interdetta scrutando la possibilità che l'avesse fatto sul serio.
"Beh, non le prendere stasera"
Che risposta del cazzo...
Questa m'annoia di sicuro. No no...basta, l'hai appena conosciuta, dalle una possibilità, sei un pò troppo frettoloso nei giudizi.
 
Timothy alzò lo sguardo seguendo il cameriere che si stava avvicinando per chiedere le ordinazioni.
Era l'ennesima prova. Dopo anni di fallimenti con il gentilsesso iniziava a pensare che non avrebbe mai trovato la sua anima gemella.
Questa era bella, fianchi alti e seno prosperoso, un naso aquilino non troppo marcato che le dava personalità, almeno in apparenza; capelli ricci e corvini in cui qualsiasi uomo avrebbe voluto affondare la faccia e addormentarsi dopo una serata speciale.
Indossava un vestito lungo marrone, sicuramente se le avesse detto "Mi piace questo vestito marrone" avrebbe risposto:"Non è marrone, è testa di moro". Le si chiudeva intorno al collo coprendo la scollatura ma lasciando le spalle e la schiena scoperte. Una finta puritana doppiogiochista. Il pensiero lo fece sorridere di nuovo.
 
"Prendo le cozze"
Lei incrociò le braccia sul tavolo puntellandosi sui gomiti e lo guardò sorridendo. Poi alzò la testa rivolgendosi al cameriere. "Anch'io"
 
Timothy comprese con soddisfazione che la commensale iniziava ad ingranare con la sua ironia. Avrebbe potuto portarsela a letto quella sera, da come si atteggiava con lui sembrava anche fin troppo facile che fosse accaduto. Ma era stufo delle avventurine, ormai aveva tirato le somme sulla belle epoque del "stasera a casa mia, poi si vedrà", gli avevano lasciato più amarezze che soddisfazioni. Quando andava a letto con una ragazza, anche conosciuta da poco, si affezionava.
"Un incurabile romantico" gli avrebbe risposto con sarcasmo anche questa donna se le avesse spiegato come la pensava.
Timothy non era stato sempre fedele, ma prendeva il sesso come il matrimonio, una volta fatto creava un legame, e l'abbandono lo faceva soffrire molto più di quanto dava a vedere.
 
"Avevi ragione, sono buone. A quanto pare ci attaccheremo ad uno scoglio entrambi una volta usciti"
Lui rise di gusto.
"Mi piace questo vestito marrone"
"Davvero? Grazie, è la prima volta che lo metto"
 
Qual'era la donna ideale per lui? Non lo sapeva. L'avrebbe riconosciuta? Sperava di si, ma come? A pelle? o con molto tempo passato a conoscerla?
L'ironia, l'ironia gli diceva tutto. Se erano capaci di usarla con precisione, come un'arma bianca, lui riconosceva delle donne sveglie, curiose e non ingenue; l'autoironia sarebbe stato il coronamento, ma le donne sono troppo orgogliose per saperla usare; troppo prese a capire cosa pensi di loro piuttosto che esporsi da sole con l'autoironia. Ma Timothy associava facilmente una femmina ironica con una donna matura.
 
Lei smise di mangiare e avvicinò di più il busto al tavolo per cercare intimità
"Sai? a me piace essere subito chiara"
"Piace anche a me"
"Hai l'aria del tipo navigato, un pò mi fa paura"
"E' comprensibile, ma non sono ipocrita"
"...è come un coltello che si professa non affilato"
"Vedo un giudice senza prove"
"Già...non mollo finchè ho le prove. Ti studierò a fondo"
"E' un invito ad uscire domani?"
"Si, offro io. Chianina, basta cozze, stasera ne hai affrontate abbastanza"
"autoironica..."
 
 
April 14

Novità

Incontro Hitler Mussolini
Hitler "Ho sospeso l'esecuzione di un piano già predisposto in tutti i suoi particolari solo perché ero sicuro di potervi liberare e di impedire così che foste consegnato agli angloamericani secondo il progetto di Badoglio. Il vostro salvataggio è stato il salvataggio del popolo italiano. Se l'impresa di Campo Imperatore non fosse riuscita, la mia vendetta sarebbe stata inesorabile. Il mio piano prevedeva infatti la distruzione totale di Milano, Genova, Torino e di altri centri minori dell'Italia settentrionale; inoltre tutte le regioni sotto il controllo militare della Wehrmacht sarebbero divenute delle vere e proprie zone di occupazione, con l'aggravante che gli italiani sarebbero stati considerati dei traditori da punire. Ma se voi mi deludete, io devo dare l'ordine che il piano punitivo sia eseguito". "…..Il Führer allora gli chiede se vuol tornare al suo posto per combattere fino in fondo la sua battaglia con l'amico. Mussolini risponde "No": vuol ritirarsi a vita privata perché pensa che il suo ritorno nella penisola a capo del governo vorrebbe dire far nascere la guerra civile e fratricida, ma pensa anche che le forze tedesche si devono ritirare dall'Italia. A tal punto Hitler, irosamente, risponde che le ritirate non sono nei suoi piani, che gli italiani hanno tradito e che li punirà, che pensa di costituire un Governo fascista con Farinacci, Graziani e Ricci, Governo che porterà l'Italia fascista alla riscossa con le armi germaniche che prossimamente riprenderanno, con nuovi mezzi, l'offensiva".

Passi dal Diario di Göbbels:
Evidentemente il Duce non ha "tratto dalla catastrofe italiana le conclusioni morali che il Führer si era aspettato da lui". Le conclusioni morali hitleriane sono "che, per prima cosa, il Duce si preoccupasse di vendicarsi ampiamente su chi l'aveva tradito. Ma Mussolini non ha dato a vedere di voler far nulla di simile, e con ciò ha dimostrato quali siano i limiti oltre i quali non saprà mai andare. Non è un rivoluzionario come il Führer e Stalin. È così legato alla sua italianità che gli mancano le qualità del rivoluzionario e del sovvertitore mondiale"…….. "Il Führer è rimasto grandemente deluso dell'atteggiamento del Duce. Io invece sono ben contento. Temevo che l'incontro fra il Führer e il Duce potesse portare di nuovo a una stretta amicizia, la quale avrebbe creato difficoltà politiche imbarazzanti per noi. Ma ciò non si è verificato: al contrario, non ho mai visto il Führer tanto deluso del Duce come questa volta….. "Personalmente deploro il contegno e l'atteggiamento del Duce. Tuttavia, politicamente ne sono soddisfatto poiché così molte misure che avremmo messe in pratica risulteranno più facili per noi. Anche il Führer è convinto che le sole garanzie territoriali possono darci qualche sicurezza nei confronti dell'Italia". ……: "Il Duce non si mostrato all'altezza delle nostre aspettative, sia dal punto di vista politico, sia da quello personale, e con ciò ha sciupato le sue possibilità future". "Naturalmente non c'è stato un vero e proprio contrasto tra il Führer e il Duce. Ma il fatto stesso che, secondo il Führer, il Duce non ha un grande avvenire politico, significa molto, se si pensa all'ammirazione che aveva per lui". …….. "il Duce ha detto al Führer, con entusiasmo, di aver sempre contato sulla propria liberazione da parte dei tedeschi. Comunque era deciso a non piegarsi ai suoi nemici, e piuttosto a togliersi la vita con un colpo di pistola "…………. "Il Duce intende creare un nuovo esercito italiano coi residui del fascismo Ho i miei dubbi sulle sue possibilità di riuscita. Il popolo italiano non è all'altezza di una politica rivoluzionaria concepita con ampiezza di vedute. Gli italiani non vogliono essere una grande potenza. Il Duce avrà quindi scarsa fortuna nel reclutare un nuovo esercito nazionale italiano. Il vecchio Hindenburg aveva indubbiamente ragione quando disse che nemmeno Mussolini sarebbe mai riuscito a fare degli italiani altro che degli italiani". "In ultima analisi dobbiamo ricevere qualcosa in compenso dell'orribile tradimento che l'Italia ha commesso contro l'Asse".
March 13

Confronti Giambici

Ahhh...da anni sognavo un duello ai caratteri giambici...
Come molti di voi sapranno, ormai è da tempo che mi cimento nell'hobby della politica. Oggi mi sono confrontato arduamente con il mio compagnuccio di merende Francesco, entrambi facciamo parte del trittico Comitato di Presidenza del nostro beneamato Partito. Spiego prima per i profani cosa bisogna preparare per costruire un partito. In primis, uno Statuto che organizzi l'interno del partito, strutture gerarchiche, lavoro e responsabilità. In secundis, serve un Manifesto che spieghi brevemente alle "masse" cosa è il Partito. Poi, cosa più importante, il Programma Nazionale, lavoro lungo e frutto di studi approfonditi, deve delineare quali sono le nostre soluzioni ai problemi di oggi, di ieri e di domani.
Ebbene, Sabato e Domenica l'esecutivo si riunisce. Sabato discutiamo e organizziamo lavori, poi, Domenica, io devo andare a vedere le partite per il Giornale e non posso essere presente. Il fato (o qualche altro figlio di puttana) decide che proprio in mia assenza si discuta di una cosa mai menzionata, nonchè mai presente nell'ordine del giorno: Le "linee di intenti".
Cosa mai saranno??
a cosa mai serviranno???
Non si sà...ma cel'hanno tutti i partiti (e anche noi ce le dobbiamo avere senno' che pecoroni siamo???)
Le "linee di intenti", o linee-guida non sono altro che quelle baggianate che leggete nei manifesti dei partiti: "Più sòrdi pe tutti!" "Più giustizia per tutti!" "Più sarcicce pe tutti!"
Insomma, una marea di cacca che non ha nè capo nè coda, che delude l'elettore perchè non da causa e non da effetti.
Dimmelo TE se preferisci una persona che ti dice "Meno tasse per tutti!!"
o una che ti dice "Se tutti pagassimo le tasse le aliquote cadrebbero del 30%, quindi il primo che fà falsi in bilancio lo impicco per i coglioni"??
La prima è una frase passionale, che esce da discussioni da bar, la seconda è studiata, ponderata. La prima è retorica, ma la retorica in Italia è morta, non la vuole sentire più nessuno (giustamente).
E allora io mi INCAZZO...perchè lavoro da 2 anni in un progetto che vuole esternarsi dalle passioni-baggianate, dai commentucoli da medio-borghesotto, dalla qualunque e dal qualunquismo...e che me ritrovo?? LE LINEE D'INTENTI
E allora posso solo dire:
Io stò cò Ciarrapico, sò fascio e to'o dico

"io sto co Cicchetti, che se non se fa sentì, ar culo glien'filo li paletti"

"Io so Cicchetti, e del Soviet Silvestri non tangio i trabocchetti, neanche firmo i registri

io so cicchetti, e le linee-baggianate li trovo abietti

"io so silvestr,i e le linee guida, so come i cavalli per gli equestri"

"in più me sento pure un po caldarazzo..quindi firma ste linee guida e nun ce rompe er cazzo"

e io me sento un pò Gaetano Mauro, che contro ste merdate se batte come er minotauro

quanto so donna invece so un po umazzi .. quindi se oltre al manifesto non ce damo un'identità per noi so cazzi!

L'identità ce la dò il lavoro e il manifesto, quindi brucia ste merdate e tutto il resto

le linee-baggianate sono frutto di pareri personali, che nulla hanno a che fare con gli ideali principali

ed ar passante de turno che je mostramo.. er collettivismo che manco avemo inteso?  quinni prima che me sento un po Baroni  accetta le linee guida e non ce rompe li cojoni

er lavoro sarà il nostro baluardo, quindi caccia fedora e nun fa er bastardo

allora me tocca ditte quello che te direbbe un poeta d'azione ovvero che senza linea guida è difficile trova l'aggrecazione

io mi dissocio da questo obbrobrio, frutto di passioni e di squilibrio, saluto romanamente e resto sobrio

della tua sobrietà ne faccio un mistero poichè il problema dell'identità è un problema serio..

un'identità deve esse ponderata, non come da mignotta ha da esse nata

con un antico detto mi rifugio: queste so cose fatte a pene di segugio

ma i primi tratti di un identità ci sono in quelle righe .. il lavoro di cui parli tramuterà semi in spighe

ma di quei semi non ne potemo fa a meno..se non voi rimane in quanti semo

quelle righe son fatte da retrogradi, di quel che dici non ci scommetterei le gonadi!

del mio pensiero ora t'ho parlato.. adesso è l'ora che te passo libralato

libralato ha altro da fare, a quest'ora starà con la moglie al mare

delle nostre origini forse dei tratti hai perduto.. fu proprio quelle righe che unirono c'ho che c'ha preceduto

il passato rifulge immaturo, stai attento, che poi cachi duro

mo de verseggià me so un po rotto alza in mano quel telefono e di pronto

November 25

Un incidente

Non credevo di poter essere così freddo in queste situazioni.
Proprio due ore fa stavo tornando da Pisoniano dove ero andato a vedere una partita per il giornale, stavo in una di quelle strade di montagna che mi piace percorrere, con curve e senza semafori, sempre alla stessa velocità, dove puoi pensare in pace.
Stavo del tutto immerso nel pensare a come impostare l'articolo, quando improvvisamente, subito dopo una curva, vedo la macchina grigia davanti la mia sbandare improvvisamente nella corsia opposta, sfiorare una macchina e tornare in carreggiata, poi colpire qualcosa e prendere il volo.
Mentre piroettava letteralmente davanti la mia macchina ad un metro da terra, mi sono accorto di non avere il sobbalzo al cuore come dovrebbe avvenire di solito, già pensavo a quello che avrei dovuto fare, e la cosa m'ha colpito molto proprio li per li:
Aspetta che si ferma-fermati-metti le quattro freccie, prendi il cellulare e scendi.
La macchina ha colpito violentemente il muso contro un muretto con un fragore di lamiere contorte, ha girato nuovamente su se stessa e si è messa trasversale alla carreggiata, con le ruote posteriori sul terrapieno laterale in una nuvola di fumo grigio.
Scendo, mi avvicino alla macchina, apro lo sportello e tra un denso fumo nero trovo una ragazza con il busto riverso al sedile del passeggero.
Con orrore vedo gli schizzi di benzina entrare dai bocchettoni dell'aria, devo tirarla fuori.
Cerco di sganciarla dalla cinta, ma vedo che già l'ha fatto, forse è per questo che è girata, almeno è semicosciente penso, ma non parla, non si lamenta, e mi sento affranto...ma sono così freddo da chiamarla scherzosamente "Chicca"
"Dai chicca che ti tiro fuori..."
la sento tossire pesantemente e ringrazio il Signore.
La prendo in braccio mentre continua a tossire ad occhi chiusi e mi accorgo...che è bellissima.
 
Mi giro per allontanarci ma trovo uno spettacolo che non mi piace. 10 persone si sono fermate e sono scese dalla macchina. Graziano, dopo l'incidente che era successo a quella ragazza caduta dal burrone mentre giocava a fare il Nerd, credo abbia visto la stessa cosa: facce attonite e membra paralizzate.
Nessuno che mi aiuta, rimangono tutti vicini ai loro sportelli.
Ma che cosa hanno???? perchè stanno fermi???
La malsana curiosità di vedere la morte li blocca
Chiedo aiuto, ma rimangono fermi lo stesso. Mi guardano come per cercare un motivo per cui aiutarmi.
Sono sbalordito per il loro comportamento ma provo a fare una faccia stizzita e decisa.
"Tu! Apri lo sportello della mia macchina! mi hai sentito???!"
"Tu! Chiama il 118, digli dove siamo, io non lo so, digli che avvertino la polizia e che serve un carroattrezzi!"
Sembrano ancora esitare, ma finalmente obbediscono.
Mentre poso la ragazza osservo se ha delle ferite, ma non sembra, di cosa hanno bisogno quelli che hanno subito uno shock?
Cerco di ricordare le lezioni di patente D...niente..hanno freddo? hanno caldo? vogliono l'acqua?
"Ci sei ciccè??"
"Grazie..."
"Vado a spegnere il motore, ti prendo anche la borsa ok? Tu sta qui"
"Si"
Apro lo sportello, metto in folle e giro la chiave, ma non si spegne.
Porco giuda se gli iniettori sono andati in loop prende fuoco tutto...
Passano 2 secondi interminabili ed il motore si spegne.
Torno da lei che si è un pò ripresa, e con il cellulare le faccio chiamare il padre.
Le macchine arrivano a tutta velocità e molte sfiorano la macchina incidentata.
"Hai il triangolo nella macchina?"
"Si, nel portabagagli, ma ho preso qualcuno?"
"No, li hai schivati bene"
"Non ho frenato, sennò era peggio con questo bagnato, giusto?"
che prontezza di spirito...
"Si, hai fatto bene"
"Ho come avuto la sensazione che mi si fosse bucata una gomma, è per questo che sono andata fuori strada?"
...un cieco avrebbe preso quella curva molto meglio.
"Beh, non è più possibile accertarlo, dato che la gomma ormai è un tutt'uno col motore"
"eheh"
Almeno ride, 10 minuti fa pensavo fosse morta...
Mi giro e vedo un uomo in mezzo alla strada che mi corre incontro a braccia aperte ed in lacrime
"ELEONORA! DOV'è???? VOGLIO VEDERLA! VOGLIO VEDERLA!"
"Sta bene, sta bene..."
Il padre abbraccia la figlia, e posso finalmente tornare me stesso, pensando a quello che ha rischiato, vedendo questa scena familiare, scoppio in lacrime anch'io.
 
 
 
November 15

'a Livella

Ogn'anno,il due novembre,c'é l'usanza per i defunti andare al Cimitero.
Ognuno ha da fà questa creanza; ognuno ha da tené chistu penziero.

Ogn'anno,puntualmente, in questo giorno, di questa triste e mesta ricorrenza,
anch'io ci vado, e con dei fiori adorno il loculo marmoreo 'e zi' Vincenza.

St'anno m'é capitata 'navventura...dopo di aver compiuto il triste omaggio. Madonna! si ce penzo,e che paura!, ma po' facette un'anema e curaggio.

'O fatto è chisto, statemi a sentire:
s'avvicinava ll'ora d'à chiusura: io, tomo tomo, stavo per uscire buttando un occhio a qualche sepoltura.

"Qui dorme in pace il nobile marchese
signore di Rovigo e di Belluno
ardimentoso eroe di mille imprese
morto l'11 maggio del'31"

'O stemma co 'a corona 'ncoppa a tutto...sotto 'na croce fatta de lampadine; tre mazzi 'e rose cu 'na lista 'e lutto: candele, candelotte e sei lumini.

Proprio azzeccata 'a tomba 'e sto signore ce stava 'n 'ata tomba piccerella,
abbandunata,senza manco un fiore; pe' segno, sulamente 'na crucella.

E ncoppa 'a croce appena se liggeva:
"Esposito Gennaro - netturbino":
guardannola,che ppena me faceva stu muorto senza manco nu lumino!

Questa è la vita! 'ncapo a me penzavo...chi ha avuto tanto e chi nun ave niente!
Stu povero maronna s'aspettava che pur all'atru munno era pezzente?

Mentre fantasticavo stu penziero, s'era già fatta quasi mezzanotte,
e i'rimanette 'nchiuso priggiuniero, muorto 'e paura...nnanzi 'e candelotte.

Tutto a 'nu tratto,che vedo 'a luntano?
Due ombre avvicenarse 'a parte mia...Penzaje: stu fatto a me mme pare strano...
Stongo scetato...dormo, o è fantasia?

Altro che fantasia; era 'o Marchese: c'o' tubbo,'a caramella e c'o' pastrano;
chill'ato apriesso a isso un brutto arnese; tutto fetente e cu 'na scopa mmano.

E chillo certamente è don Gennaro...'omuorto puveriello...'o scupatore.
'Int 'a stu fatto i' nun ce vedo chiaro: so' muorte e se ritirano a chest'ora?

Putevano sta' 'a me quase 'nu palmo, quanno 'o Marchese se fermaje 'e botto,
s'avota e tomo tomo..calmo calmo, dicette a don Gennaro:

"Giovanotto! Da Voi vorrei saper, vile carogna, con quale ardire e come avete osato di farvi seppellir, per mia vergogna, accanto a me che sono blasonato! La casta è casta e va, si, rispettata, ma Voi perdeste il senso e la misura; la Vostra salma andava, si, inumata; ma seppellita nella spazzatura!  Ancora oltre sopportar non posso la Vostra vicinanza puzzolente, fa d'uopo, quindi, che cerchiate un fosso tra i vostri pari, tra la vostra gente"

"Signor Marchese, nun è colpa mia, i'nun v'avesse fatto chistu tuorto; mia moglie è stata a ffa' sta fesseria, i' che putevo fa' si ero muorto?            Si fossi vivo ve farei cuntento: pigliasse 'a casciulella co 'e qquattr'osse e proprio mo, a stu mumento, mme ne trasesse dinto a n'ata fossa".

"E cosa aspetti,oh turpe malcreato, che l'ira mia raggiunga l'eccedenza?
Se io non fossi stato un titolato avrei già dato piglio alla violenza!"

"Famme vedé! Piglia sta violenza...'A verità, Marché, è che mme so' scucciato 'e te senti; e si perdo 'a pasienza, mme scordo ca so' muorto e do mazzate! Ma chi te cride d'essere...nu ddio? Ccà dinto,'o vvuo capì , ca simmo eguale?
...Muorto si'tu e muorto so' pur'io;
ognuno comme a 'na'ato é tale e quale".

"Lurido porco!...Come ti permetti paragonarti a me ch'ebbi natali illustri, nobilissimi e perfetti, da fare invidia a Principi Reali?"

"Tu qua' stai Natale...Pasca e Ppifania!!! T''o vvuo' mettere 'ncapo...'int'a cervella che staje malato ancora e' fantasia?...
'A morte 'o sai ched'è??...è una LIVELLA.

'Nu Re,'nu maggistrato,'nu grand'ommo, trasenno 'stu canciello han fatt 'o punto, cà perzo tutto, 'a vita e pure 'o nomme:  tu nu t'hè fatto ancora chistu cunto? Perciò,stamme a ssenti...nun fa''o restivo, suppuorteme vicino, che te 'mporta? Ste pagliacciate 'e fanno sulo 'e vive:
nui simmo seri...appartenimmo à Morte!"

October 07

Vendemmia 2007

Col clamore di sempre ieri, venerdì, alle 12.45, abbiamo tagliato l'ultimo grappolo del tenimento Casa Mara. Questa vendemmia è stata tra le più fortunate sia dal punto di vista meteorologico, il fango non ci ha sopreso quasi mai, ma anche per l'assortimento di persone che erano presenti a lavorare tutte le mattine. L'unico rimpianto è aver praticamente fatto tutti i giorni i secchi, i profani sappiano che vuol dire incollarsi i secchi di tutti e svuotarli nel trattore. Quest'anno, grazie anche all'assenza di quel cagacazzi di Matteo Morais che non rovinava le giornate con le sue elugubrazioni trash, e del mitico Grazianone che riusciva sempre a monopolizzare la mia attenzione, sono riuscito a studiare più attentamente i miei colleghi. In particolare quelli di età veneranda che non mancavano ogni istante di regalare a noi ragazzi e ragazze pillole di emerite stronzate che causarono in molti stizza e apprensione, in altri sonore ilarità.
Ma tiriamo le somme:
 
Maga Magò: Prima dell'alba, questo esserino vestito costantemente di nero stramazzò nel fango, nell'oscurità del tendone vidi solo la sua faccia che mi fissava come fosse uscita dalla terra, poi l'esplosione nella sua tipica risata mefistofelica e senza denti che avrebbe fatto rabbrividire Orfeo nella sua scesa all'Ade. Iniziamo bene! ma almeno ha riso...era una risata quella giusto? bbbrrrrrrrr.
Celebre per la sua pudicizia molto ma molto flebile. Quando la vedemmo smettere di tagliare uva e allontanarsi per espletare, un fremito scosse la mia schiena. Quando la vedemmo scegliere il posto dove espletare palesemente in vista e a pochissimi metri iniziai seriamente a preoccuparmi. Quando vidi le sue mani avvicinarsi ai pantaloni per abbassarli non potei trattenere un grido d'orrore, mi girai sgolandomi verso Fedefico:"NON GUARDAREEEE!! DIVENTI UNA STATUA DI SALE!". Poi mi abbandonai al pianto chiamando la mia povera mamma, che non giunse. Fedefico si è girato troppo tardi ed ha perso la Fede ed ogni fiducia nell'essere umano. Confidiamo in Alessandra per una possibile ma improbabile ripresa.
 
La Spregevole Taccagna: Suo principale obbiettivo è quello che io chiamo "Fregare la cremina del caffè", ovvero ladroneggiare su cose di per se inutili. Il primo episodio proprio alla fine del primo giorno quando corre verso la fontanella dove io e Graziano ci stiamo abbeverando.
"Presto Presto, aprite bene l'acqua!!! daje lavamose prima che ce vede Basilio (il padrone)". Il mio sguardo interrogativo viene interrotto da Graziano
"...ma guarda qui possiamo lavarci benissimo quando ci pare, non ci sono problemi"
"Davvero??? e allora daje famme lavà" acquistando così la precedenza su tutti.
Da annoverare anche quando nasconde con la terra gli acini che le cadono "Daje daje prima che ce vede Basilio", o quando ruba quegli schifosissimi fiori di zucca del fosso (o fogna a cielo aperto, qual dir si voglia) guardandosi con circospezione come farebbe uno scassinatore di automobili e ripetendo tra se e se "...prima che me vede Basilio...". Senza dimenticare quando si infila i grappoli d'uva in tasca accorgendosi d'improvviso che la sto osservando "...guarda che me li mangio dopo a colazione..."
Perchè??? Io dico...perchè??! cioè, se vuoi portarteli a casa, mica m'offendo...stiamo parlando di un misero grappolo d'uva, ma anche se volessi farti la ramanzina del tipo 'stai rubando', che cacchio di risposta è "me li mangio a colazione"? Se li mangi vuol dire che non li rubi??
Ma SOPRATTUTTO, ti stai mettendo un grappolo d'uva in tasca...è come se cercassi di metterti tra le chiappe un fico ipermaturo sperando di ritrovarlo sano dopo 3 km di cammino...
Ma tutte queste cose a lei non interessano, c'ha la cremina del caffè!
 
L'arrivista: Suo obbiettivo principale è smerdare davanti a Basilio chiunque gli capiti a tiro per procacciare così la sua fiducia e giungere ai vertici della notorietà. "Basì, vedi quel secchio piegato??? ci si è seduta quella! moriammazzata!" Oppure "Guarda guarda Basì, quella fa cascà tutta l'uva per terra, non è bona damme retta..."
Acerrima nemica della spregevole taccagna: una ruba la cremina del caffè e l'altra cerca di riprendersela.
Celebre il giorno in cui  cercò di organizzare il lavoro per un efficace produzione rivolgendosi a noi ragazzi:
"Adesso facciamo i filari, Roberto va a quello di sopra, Federico a quello di sotto e Sandro rimane vicino al trattore"
"Ma anche no"
"Come no?????"
"...no"
 
Big Mama: In tutto e per tutto uguale alle vecchie negre big mama americane: Obesotte, capelli ricci corti, occhialoni anni 50, veste lunga a fiori e ciavattone che strascica a terra intonando nasalmente un gospel "mmmmmh! mmh! MMMMMH!" Suo unico obbiettivo è parlare ad alta voce imprecando gratuitamente su qualsiasi cosa e mandando affanculo tutte le sue geriatriche compagne, e inscenando fantasione e oscene piazzate sessuali che dette da una big mama farebbero vomitare un porco (in questo caso ancor più perchè era presente la giovane figlia). Acerrima nemica di Gabriele, più volte ho dovuto fermarlo perchè intento a piazzare una carica di tritolo nel suo filare.
 
Belle èpoque: Questa signora su cui io puntavo sempre tutto, sicuro che arrivasse prima alla fine del filare, credo sia la persona più sbagliata nel momento più sbagliato. Parla un perfetto italiano e non impreca quasi mai. Da citare il "passami la cesta" o "Poscia orsù, che dei tempi infausti ne faremo beffe". Non calcolata dalle altre che la ritengono un'aliena, probabilmente perchè non si esprime come loro solamente a mugugni d'ovile. Suscita stupore generale quando se ne esce il fatidico "mannaggia la miseria!"
 
The Great Old Piddler: O Vekkio piscione, suo unico obbiettivo è puzzare eternamente di piscio di cane, ci si impegna per tutte le 6 ore lavorative, e anche quando torna a casa se ne fa addosso un'altra litrata tanto per gradire. Celebre la sua frase "...ma gli uccelletti non c'hanno i problemi che abbiamo noi, che je frega? Loro trombano e basta! Eh!"
 
La Vekkia pisciona: Eterna compagna del suo omonimo, anche lei non manca al sacro dovere, e si impegna a puzzare di piscio per tutto il giorno. Celebre la sua isterica e continua risata che duro' per buoni 20 minuti dopo aver ascoltato la tristemente mediocre battuta del vekkio piscione.
 
Che grande cazzaro che è: Ha fatto tutto, dalla prima impronta di dinosauro sulla Luna a vincere la guerra del Vietnam con il mestolo di Pellegrino Artusi, da portarsi a letto tutte le conigliette di Playboy della stagione '68/'69 ad aver lanciato nel giornalismo Indro Montanelli che faceva ancora la cassiera in un discount del Bronx.
 
La cacca vicino al muretto della vigna vecchia: Chi la fece? Per quale motivo proprio li? Perchè la fece? Quando la fece? C'è chi dice sia stata maga Magò in un raptus vendicativo, chi l'abbia vista scendere dal cielo, chi passeggiare nei vialoni di Frascati. Queste ed altre domande per questa silenziosa e stanziale compagna della vendemmia. L'unica cosa certa è che i Ventura hanno formalmente ottenuto che si aprisse un'inchiesta parlamentare a tal proposito.
 
 
 
 
October 04

Il Salto Generazionale

Oggi ho assistito ad una discussione su msn tra il mio UntersturmFührer Portelli ed un suo allievo di ripetizioni, e questa cosa la dice moooolto lunga...

lennon@hotmail.it scrive:

venerdì 12 ottobre sciopero di tutte le scuole superiori contro fioroni che ha rintrodotto dopo 13 anni gli esami di riparazione a settembre...dillo a tutti i tuo contaTti!!!!     

Piero scrive:

1°- i miei contatti hanno 20 anni o più

2°- così finalmente arrivate a 18 anni che sapete leggere e scrivere

lennon@hotmail.it scrive:

salto un giorno di scuola..

lennon@hotmail.it scrive:

ke mi frega

Piero scrive:

bravo...

Piero scrive:

conosci l'accademia della crusca?

lennon@hotmail.it scrive:

no

Piero scrive:

è un grande granaio...

CARO IL MIO PORTELLI, TU SEI DEGNO DELL'OLIMPO...AHAHAHAHAHAHAH!

June 15

"voglio andare al mare""Facciamo Sabato?""Aggiudicato"

Eccomi tornato nell'etere dopo una settimana di assenza, il computer, che da oggi chiamerò "Giuda", ha osato lesionarsi un ponte della scheda madre senza neanche chiedere il permesso. E' strano come ormai Giuda sia diventato indispensabile nella mia vita: lui viene a mancare, io vengo a mancare e l'organizzazione ben oliata di un partito viene a mancare, panico totale di cui non voglio parlare perchè me so rotto di dare spiegazioni...oh!
Ancor più strano come la gente ormai interpreta la tua assenza su MSN. Telefonate impanicate del tipo "Robby che t'è successo? non ti si vede più su msn. Stai giù?" oppure "Se hai qualche problema parlamene, non chiuderti in te stesso!" amisci...mi si è solo distrutto il computer...sto benissimo.
Benissimo per modo di dire, il primo giorno senza Giuda è stato da panico:"Cazzo gli appunti per gli esami! Cazzo i numeri di telefono di tutti! Cazzo devo mandare un file a quello! Cazzo avevo promesso quella relazione! Il commercialista! il geometra! l'architettooo! AAAAH!".
Il secondo giorno è entrata in campo la Cicchettosi...ovvero la totale indifferenza dagli stimoli altrui. Con un bel "andate tutti a cagare" mi sono piazzato in giardino a rendere bronzaceo il mio fisicaccio. Dal terzo giorno in poi una serena rassegnazione interrotta dalle telefonate di Gaetano che ormai frequento più di mio padre (Che voglia farmi sposare la figlia per diventare il mio secondo papà?), si dai, Gaetano versione socero ce lo vedo bene:"Roberto, il collettivismo pragmatico con mia figlia si esplica in modo retoricamente estetico su base meritocratica, non so se mi sono spiegato bene PUTTANA EVAAAA!".
Ultimamente non c'ho più tempo neanche per prepararmi quei pranzetti luculliani di un tempo, si va avanti a spinacine e altro mangime per single; neanche i sabato sera riesco più ad uscire come una volta, ed è in questi casi che si evidenziano le vere amicizie. Quelli che si accorgono delle mie assenze mi vengono a trovare a casa la sera, anche inavvertitamente, e mi rendono felice sia se portano un film, sia se si cazzeggia ad oltranza, sia se in cerca di "coccole". Lo devo dire, sono orgoglioso di avervi...soprattutto il sabato sera quando dite "se maometto non va alla montagna, la montagna va da maometto" e vi presentate qui con mezz'etto di erbetta cipollina.
Scaricavo la posta, ovviamente dopo una settimana che non la scarichi ti si impalla nuovamente il computer e devi aspettare i suoi comodi per 10 minuti (Porco Giuda). Una mail tra tutte mi ha colpito:
una mail di una persona che per 3 anni mi è stata affianco e che adesso vive, lo spero con tutto il cuore, felicemente la sua vita lontano da me, per una saggia scelta di entrambi. Ricordo che questa persona mi chiedeva sempre "Perchè non scrivi mai di me sul blog? eh? eeeh?? EEEHH???" e io gli rispondevo sempre "Non saprei Vale, nn mi viene" "Perchè? Ti vergogni amore?" "E certo che mi vergogno...non mi è mai piaciuto sfoggiare la mia intimità".
Quindi adesso mi ritrovo per la prima volta a parlare di lei sul blog (forse ne sarà felice). Dopo tantissimo tempo senza vederci ne sentirci mi è arrivata questa sua mail, senza allegati, senza fronzoli...un semplicissimo e marmoreo "Ti voglio bene", null'altro...anzi no, un punto dopo questa affermazione affettuosa, come a chiarificare che non c'era bisogno di dire altro. Ecco, m'ha colpito il punto.
Io lo dico sempre a quelli che giudicano Valeria un po ingenua che invece bisogna starci attenti, che quel giudizio è sommario e superficiale, perchè sa sempre benissimo dove e come colpirti (in questo caso in senso buono ovviamente). Quando mi vuole colpire sa sempre il punto preciso, al momento preciso, con la densità precisissima...perchè sa anche che queste sue, io le chiamo "frecciatine" quando le usa per scopi provocatori, in questi casi non so come definirle, hanno il preciso effetto di un mio stupefatto silenzio da bocca aperta che provoca in lei una sonora e prolungata ilarità, cosa che starà sicuramente avvenendo in questo preciso istante.
Ovviamente mi conosce abbastanza per interpretare con successo il mio attonito silenzio.
 
Concludo dicendo che domani me ne vado al mare a mostrà le chiappe chiare alle padrone del club84 di via Veneto...ah no, sarà presente anche Graziano (la mia coscenza religiosa) che mi impedirà qualsiasi approccio con le belle cecione.
Castità e Sapere.
 
by 
by 
by 
by